Cesare Prandelli, allenatore dell'Italia

Di Graziano Carlo Carugo Campi

Ex giocatore della Juventus, Cesare Prandelli comincia la sua carriera nelle giovanili dell'Atalanta. Allena poi Verona, Roma e Fiorentina, prima di passare alla Nazionale dove ottiene un insperato secondo posto agli Europei 2012

Cesare Claudio Prandelli, allenatore della nazionale italiana, nasce a Orzinuovi, in provincia di Brescia, il 19 agosto 1957. Ex centrocampista difensivo dai trascorsi in Cremonese, Atalanta e, soprattutto, Juventus, a fine carriera ha giocato anche come libero. È stato considerato uno dei calciatori più duttili della Juventus di Giovanni Trapattoni, il dodicesimo uomo, pronto ad entrare in campo nei momenti cruciali per rimpiazzare giocatori chiave nello scacchiere bianconero.

La sua carriera da calciatore inizia a Cremona, nel 1974, quattro anni più tardi passa all'Atalanta, dove resta per una sola stagione prima del passaggio alla Juventus nel 1979. In sei anni in bianconero, colleziona 89 presenze in serie A, risultando importante anche in occasione di gare europee. Tradito da diversi infortuni, nel 1985 lascia la Juve per tornare all'Atalanta, nella quale giocherà per altre 5 stagioni prima del ritiro. 17 reti in carriera con 323 presenze in serie A, non è mai stato convocato in nazionale.

Appena chiuso con il calcio giocato, nel 1990 inizia ad allenare le giovanili dell'Atalanta, che guiderà per sette anni, con una breve parentesi come traghettatore della squadra maggiore, nel 1993-94. Nel 1997 passa al Lecce dove allena per solo mezza stagione, con l'esonero che arriva già a gennaio.

Riparte nel 1998 con il Verona che riporta in serie A alla prima stagione e che alla prima in massima serie trascina al nono posto. Dopo un anno a Venezia, che riporta in serie A nel '99, riparte nel 2002 con il Parma, con il quale raggiunge risultati prestigiosi ma non riesce a vincere trofei.

Nel 2004 passa alla Roma ma è costretto a dimettersi per assistere la moglie, malata, che purtroppo lo abbandonerà dopo tre anni. Nel 2005 accetta di allenare la Fiorentina che guiderà a diversi piazzamenti importanti nelle cinque stagioni seguenti (comprese due qualificazioni alla Champions League) e diventando l'allenatore più "duraturo" nella storia viola, sorpassando Fulvio Bernardini.

L'ultima stagione a Firenze inizia all'insegna del ridimensionamento e l'undicesimo posto finale lascia l'amaro in bocca ai Della Valle, proprietari del club, che di buon grado concedono il permesso all'allenatore bresciano di trattare con il presidente della FIGC, Giancarlo Abete, per sostituire Marcello Lippi sulla panchina della nazionale italiana al termine del mondiale sudafricano.

Nel 2010 diventa allenatore degli azzurri dopo un disastroso mondiale: in due stagioni rinnova la selezione azzurra e agli Europei del 2012 raggiunge inaspettatamente la finale, nella quale esce sconfitto dalla corazzata Spagna.

In carriera ha vinto tre scudetti, una coppa Italia, una coppa delle Coppe e una Coppa Campioni come calciatore, mentre come allenatore non sono arrivati successi, con un secondo posto agli Europei del 2012, un terzo posto alla Confederations Cup del 2013 e due promozioni in serie A (con Verona e Venezia) come risultati di prestigio. Ha vinto l'Oscar del calcio come miglior allenatore nel 2009.

Ama giocare con una difesa a quattro, due registi davanti alla difesa e due o tre rifinitori alle spalle degli attaccanti.

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