Roy Hodgson, allenatore dell'Inghilterra

Di Graziano Carlo Carugo Campi

Carriera altalenante, con ottimi risultati con le piccole (addirittura un campionato con il piccolo Halmstads in Svezia), disastrosi con le grandi (Inter, Liverpool). La sua Inghilterra è nel Gruppo D, quello dell'Italia, al Mondiale 2014

Roy Hodgson, nato il 9 agosto 1947 a Croydon, in Inghilterra, prima di diventare allenatore è stato un mediocre difensore cresciuto nelle giovanili del Crystal Palace, che ha militato solo in squadre delle serie inferiori del campionato inglese. Ottenuto il patentino da allenatore a soli 23 anni, ha svolto per diverse stagioni il ruolo di giocatore e assistente allenatore nelle squadre amatoriali in cui ha militato.

Chiusa la carriera da giocatore nel 1976, si è trasferito in Svezia, dove ha iniziato ad allenare l'Halmstads, grazie alla "raccomandazione" di Bob Houghton, con il quale aveva collaborato in Inghilterra e che allora allenava il Malmoe. Con la piccola squadra svedese riesce a vincere due scudetti, il primo, storico, è ancora oggi considerato la più grande sorpresa della storia del calcio Svedese, essendo arrivato con una squadra che l'anno prima aveva evitato di un soffio la retrocessione e che sulla carta non sembrava rinforzata.

Ritornato in Inghilterra, su chiamata ancora di Bob Houghton, ricopre per due stagioni l'incarico di vice allenatore al Bristol City, prima di fungere da allenatore ad interim per pochi mesi, con la società in bancarotta.

La carriera di Hodgson riparte, nel 1982, ancora dalla Svezia: per due stagioni allena in seconda divisione, poi arriva la chiamata del Malmoe, con il quale scriverà la storia del club e del calcio svedese: a livello tecnico infatti è accreditato di aver introdotto la marcatura a zona nel calcio svedese, insieme all'amico e mentore Bob Houghton.

Lasciata la Svezia nel 1990, si trasferisce in Svizzera, al Neuchatel Xamax e due anni dopo prende in mano le redini della nazionale elvetica, sostituendo il tedesco Uli Stielike e portando la nazionale a giocare, nel 1994, la coppa del Mondo per la Svizzera, alla prima partecipazione ai mondiali dopo la qualificazione ottenuta nel 1966.

I risultati continuano ad arrivare e arriva la chiamata da parte di Massimo Moratti, innamorato del tecnico inglese, che lo convince a lasciare la nazionale per allenare l'Inter nel '95-'96, prima degli europei. I risultati non arrivano: dopo aver bocciato Roberto Carlos, l'Inter raggiunge la finale di Coppa Uefa, finendo sconfitta dallo Schalke 04, ma Moratti continua ad aver fiducia in Hodgson che preferisce però tornare in patria, al Blackburn Rovers. La squadra arriva sesta in campionato ma l'anno successivo per Hodgson arriva l'esonero, in seguito a risultati disastrosi che ne rovinano la reputazione in Inghilterra, minando le sue chances (in precedenza alte) di guidare la nazionale inglese.

Nel 1999 Hodgson ritorna all'Inter come direttore tecnico e l'anno successivo è il Grasshoppers ad offrirgli una buona possibilità: dopo una sola stagione lascia la Svizzera e riparte dal nord, con il Copenhagen. L'anno successivo torna in Italia, all'Udinese, dopo aver vinto campionato e coppa nazionale in Danimarca. L'avventura friulana dura solo sei mesi e Hodgson nel 2002 va ad allenare la nazionale degli Emirati Arabi, ma verrà esonerato nel 2004. Sempre nel 2004, a luglio, firma con i norvegesi del Viking: un anno dopo arriverà la chiamata della nazionale finladese che lascerà nel 2007, per tornare in patria, al Fulham.

Con il club londinese Roy Hodgson ottiene buoni risultati e nel 2010 arriva il premio come miglior allenatore della premier league: l'anno seguente vede la chiamata del Liverpool, ma l'avventura è fallimentare. Nel gennaio 2011, Hodgson viene esonerato e riparte, dopo solo un mese, con il West Bromwich Albion e la pessima fama di allenatore non in grado di gestire gli spogliatoio di squadre importanti. Al WBA i risultati arrivano: l'undicesimo posto conseguito a fine stagione è il migliore ottenuto negli ultimi 30 anni per il club. L'anno successivo arriverà il decimo posto e la chiamata nel 2012, a guidare la nazionale inglese, con la quale parteciperà ad Euro 2012 (sostituendo di fatto Fabio Capello).

Ottenuta la qualificazione per la coppa del mondo 2014, Hodgson si trova a dover superare un girone mondiale composto da Italia, Uruguay e Costarica.

Ama giocare a zona, con un 4-4-2 che punta molto sull'estro degli esterni e che all'occorrenza può diventare un 4-3-3 o un 4-5-1.

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