Stephen Keshi, allenatore della Nigeria

Di Graziano Carlo Carugo Campi

Buon difensore in passato, Stephen Keshi comincia ad avere un buon curriculum anche come allenatore. Prima porta il Togo al suo primo campionato del Mondo, poi guida la Nigeria alla vittoria nella Coppa d'Africa. Adesso la grande chance del Mondiale 2014

Stephen Okechukwu Keshi, nato il 23 gennaio 1962 ad Azare, nello stato di Bauchi in Nigeria, allena la nazionale del suo paese dal 2011.

Difensore tuttofare dai discreti trascorsi come calciatore, principalmente in Belgio, in Africa ha giocato dal 1979 al 1986, con le maglie dell'ACB Lagos, della New Nigeria Bank, dello Stade d'Abidjan e dell'Africa Sports (queste ultime due squadre Ivoriane). Grazie agli ottimi rapporti tra le due squadre di Abidjan e i procuratori di diverse società belghe, il calciatore passa nel 1986 al Lokeren. Dopo una sola stagione, ad ottimi livelli, il trasferimento all'Anderlecht lo consacra a livello europeo. Dopo quattro anni, uno scudetto e due coppe del Belgio, passa in Francia, nelle file dello Strasburgo, dove in due stagioni otterrà discreti risultati.

Rientrato in Belgio, al Molebeek, dopo un solo anno decide di iniziare l'avventura americana: dopo i mondiali di USA '94, infatti, le sue prestazioni convincono il CCV Hydra a fare all'ormai 33 enne difensore un contratto.

L'anno successivo il passaggio ai Sacramento Scorpions, per un'altra stagione a discreti livelli. Chiude la carriera nel '98, in Malesia, con il Perlis.

Dopo aver studiato in America per diventare allenatore, la prima chiamata arriva nel 2004, al Togo: i risultati sono brillanti e l'allenatore ottiene la prima qualificazione ai mondiali per la nazione togolese.

Rimpiazzato durante la kermesse iridata, dopo una prestazione imbarazzante della nazionale viene richiamato per il biennio 2007-2008. La tappa successiva lo porta al Mali, per i due anni seguenti.

Il 2011 è l'anno del coronamento della carriera, con la firma per guidare la nazionale del suo paese, la Nigeria.

Il primo impatto è fantastico, con la sua squadra che vince la Coppa d'Africa. Dopo delle qualificazioni mondiali non all'altezza, riesce comunque a portare la Nigeria ai mondiali del Brasile, grazie alla vittoria sull'Etiopia ai playoff.

Predilige giocare con un 4-4-2 nel quale trovano molto spazio le inventive dei calciatori, soprattutto sulle corsie laterali.