Brasile - Uruguay 1-2, 1950

Di Graziano Carlo Carugo Campi

iI disastro del Maracanà, la finale dei sogni che si tramuta in un incubo. Il Brasile, organizzatore del primo mondiale post-bellico, perde la gara decisiva contro l'Uruguay

Alla salita del tunnel, un desolante silenzio dominava lo stadio. Né guardia d'onore, né inno nazionale, né discorso, né solenne premiazione. Mi ritrovai da solo, con la coppa in braccio e senza sapere cosa fare. Nella confusione, scorsi il capitano dell'Uruguay, Obdulio Varela, e quasi di nascosto, stringendogli la mano, gli consegnai la statuetta d'oro e me ne andai, senza riuscire a dirgli neanche una parola di congratulazioni per la sua squadra (Jules Rimet, ideatore del campionato del mondo di calcio)

L'antefatto

La "finale" in realtà era soltanto l'ultima gara di un girone all'italiana formato da quattro squadre: Brasile, Uruguay, Spagna e Svezia. Prima della partita, il Brasile aveva 4 punti, l'Uruguay 3. Già tagliate fuori, Spagna con 1 punto e Svezia a quota 0. Il Brasile aveva asfaltato (letteralmente) Svezia (7 a 1) e Spagna (6 a 1). Per l'Uruguay, un pareggio (2 a 2) con la Spagna e una vittoria di misura (3 a 2) con la Svezia. Prima della gara, in Brasile vennero vendute 500 mila magliette con la scritta "Brasil campeao 1950).

Voi, brasiliani, che io considero vincitori del Campionato del Mondo. Voi, giocatori, che tra poche ore sarete acclamati da milioni di compatrioti. Voi, che avete rivali in tutto l'emisfero. Voi che superate qualsiasi rivale. Siete voi che io saluto come vincitori!. (Generale Angelo Mendes De Morais, discorso prima della gara) > > > > > > > > > > > > >
Brasile   Uruguay
Moacir Barbosa Roque Maspoli
Juvenal Matias Gonzales
Augusto Eusebio Tejera
Bigode Schubert Gambetta
Josè Carlos Bauer Victor Rodriguez Andrade
Danilo Obdulio Varela
Jair Julio Perez
Zizinho Juan Alberto Schiaffino
Chico Alcides Ghiggia
Friaça Ruben Moran
Ademir Omar Oscar Miguez
All. Flavio Costa All. Juan Lopez Fontana
Muchachos, los de afuera son de palo. Que comience la función (Ragazzi, quelli là fuori son solo contorno. Iniziamo lo spettacolo) (Obdulio Varela, capitano dell'Uruguay)

La partita

Il Brasile parte all'assalto del fortino uruguagio per tutto il primo tempo, senza grossi risultati, con l'Uruguay pronto a ripartire in contropiede. Nella ripresa dopo soli due minuti, Friaça sblocca il risultato, approfittando di un'incertezza difensiva della celeste. In vantaggio per 20 minuti, al 66' è Ghiggia a inventare la giocata che spezza in due la partita: dribbling che fulmina Bigode, cross per Schiaffino che fulmina Moacir e gela il Maracanà. Il Brasile non si riprenderà più, intontito dalla paura: il pari è ancora sufficiente per laurearsi campioni del mondo, ma dopo meno di un quarto d'ora, al 79', è Ghiggia a trasformare la partita in tragedia, sbucando tra i difensori verdeoro e realizzando il gol che vale il mondiale.

Solo tre persone hanno zittito il Maracanà: il Papa, Frank Sinatra ed io (Ghiggia)

I risvolti

Decine di infarti, due suicidi nello stadio e diversi in tutto il Brasile, persone sul lastrico per aver scommesso tutto sulla vittoria dei verdeoro. Premiazione di fatto annullata, con la banda che si rifiuta di suonare l'inno dell'uruguay (si dirà che mancavano le partiture), autorità che lasciano lo stadio e Jules Rimet, ideatore del mondiale, che consegna la coppa al capitano Varela, in silenzio. In Brasile ci furono tre giorni di lutto nazionale: il conto finale fu di 34 suicidi e 56 morti per infarto. Il radiocronista della finale decise di smettere di fare il giornalista, Danilo, il centromediano, tentò il suicidio in preda a depressione. Il commissario tecnico dovette fuggire in Portogallo e il portiere fu condannato a una vita di insulti e rimproveri. Per due anni il Brasile non giocò più una gara e la maglia, fino ad allora bianca con colletto blu, venne abbandonata.

Ad un certo punto provai pena per quello che stava accadendo (Schiaffino) In Brasile la pena più lunga per un crimine è trent'anni di carcere. Io, da quarantatré anni, pago per un crimine che non ho commesso (Moacir)

Tabellino:

Brasile-Uruguay 1-2

Marcatori

Corso Istruttore PilatesCorso Istruttore Pilates

Friaça (47'), Schiaffino (66'), Ghiggia (79')

Arbitro

George Reader (Inghilterra)

Stadio

Maracanà di Rio de Janeiro

Spettatori

119.854