L'allenamento funzionale deve essere visto anche in chiave preventiva, dato che mette sotto la lente di ingrandimento la stabilizzazione del core muscle attraverso metodologie di allenamento propriocettive e coordinative che esaltano la corretta postura del corpo nello spazio. L'allenamento funzionale è in grado di allenare allo stesso tempo le capacità coordinative e le capacità condizionali, quindi si può affermare che essa è una metodologia che allena il movimento nel suo complesso ecco perché è molto utilizzato in campo riabilitativo e post – traumatico, dove gli esercizi di equilibrio, propriocezione e flessibilità dominano notevolmente per consentire al soggetto un recupero ottimale delle capacità discostandosi da quella che era una coordinazione precaria.
Secondo studi effettuati in ambito riabilitativo, riportati nello scritto di N. Pethes e J. Richatz; Dizionario della memoria e del ricordo, Bruno Mondadori Editore, 2005, è interessante notare come il functional training viene utilizzato come metodologia di allenamento nei soggetti che hanno subito dei danni celebrali, come amnesie e ictus, ma anche nei soggetti sani ma in età avanzata che, attraverso il functional training, riescono a ricercare un miglioramento delle loro funzioni mnemoniche grazie agli impulsi che stimolano il Sistema Nervoso Centrale a rendere più efficiente il grado di attenzione.1
Il functional training nel complesso permette di fare preparazione atletica per altri sport. Altri casi studio sono stati effettuati in campo preventivo per i soggetti che intraprendono la corsa su strada come motivazione per mettersi in forma. Molti soggetti però, intraprendono la carriera da runner ma spesso lo fanno senza avere forza e controllo funzionale della regione dei muscoli stabilizzatori, che anche in questa attività su strada sono molto importanti. In questo caso è molto utile allenare la forza funzionale, perché aiuta a evitare lesioni e a migliorare le prestazioni del runner di qualsiasi età.
Per i corridori la funzionalità dei muscoli stabilizzatori è estremamente importante ai fini della prevenzione e dell'ottimizzazione della performance. I muscoli stabilizzatori, come detto in precedenza, comprendono anche il grande gluteo. Il grande gluteo è un muscolo molto vasto che viene utilizzato principalmente per compiere degli spostamenti, andare al piano di sopra salendo le scale o passare da una posizione seduta a una posizione in piedi.
Vista l'importanza e il grande utilizzo di questo muscolo è impensabile considerarlo come un muscolo debole, ecco perché bisogna allenarlo per renderlo e tenerlo sempre robusto. Nel caso il gluteo non sia allenato a sufficienza, il corridore può accusare dolori fino in fondo alla gamba. Tecnicamente si creerà un effetto di pronazione su tutta la gamba, che andrà a condizionare l'efficienza dei muscoli di tutta la catena cinetica, senza tralasciare tendini, articolazioni e legamenti che risentiranno molto lo stress dovuto al carico.
Tutto questo può portare a piedi piatti e a una posizione e a una postura del corpo nello spazio non in totale sintonia rispetto alle curve fisiologiche. Ecco perché con l'allenamento funzionale si cercherà attraverso esercizi specifici, ad esempio esercizi monopodalici, esercizi propriocettivi e di equilibrio con appoggio instabile e precario, di creare la stabilità e la flessibilità degli arti inferiori partendo sempre dalla stabilizzazione corretta del nucleo (CORE)2.
Nei soggetti ipotonici a livello strutturale del CORE, si fa riferimento anche a una debolezza della muscolatura delle anche con conseguente alterazione della posizione anche – tronco, quindi si è più inclini a procurarsi infortuni alle ginocchia (B. Kibler, 2000).
Una alterazione nell'attività dei muscoli del bacino possono portare ad un aumento del varismo dell'anca con conseguente aumento del valgismo del ginocchio. Questo si può benissimo osservare quando il soggetto effettua semplici squat oppure in fase di ricaduta da un salto. Accresce notevolmente il rischio di lesione al legamento crociato anteriore, infortunio molto frequente in ambito sportivo. Il legamento crociato anteriore, anch'esso funziona come stabilizzatore, e previene la traslazione anteriore della tibia rispetto al femore e la traslazione posteriore del femore se la tibia è ferma. Esso è uno stabilizzatore anche perché è in grado di evitare la rotazione interna ed esterna, quindi evita sia il che l'intera struttura sia stressata tanto da compiere valgismo o varismo.
Le anche deboli, possono anche comportare un ipotonia degli abduttori e dei rotatori esterni, delle contratture a livello dei flessori, provocando nel soggetto dei dolori nella zona anteriore del ginocchio o più specificatamente patologie come condromalacia rotulea (M. Lloyd Ireland, 2004). La condromalacia rotulea è una lesione spesso risultante da mancanza di allenamento che porta dolore alla rotula e rammollimento della superficie cartilaginea sottostante ad essa. I dolori spesso insorgono quando il soggetto deve svolgere dei piegamenti con le ginocchia, camminare in discesa o rialzarsi da una sedia dove ha mantenuto l'arto flesso per parecchio tempo.
Il functional training, attività motoria multi – planare che richiede decelerazione, stabilizzazione dinamica e accelerazione, permette di creare, attraverso una progressione di esercizi, una base, sia di stabilità che di fonte primaria di forze (forza funzionale) andando ad agire sul controllo e sulla mobilità dei segmenti distali e prossimali mediante l'utilizzo delle catene cinetiche portando notevoli benefici psico – fisici ai soggetti praticanti e ad una netta riduzione di patologie ed infortuni non solo a livello del CORE ma dell'intero sistema muscolo – scheletrico.
L'allenamento funzionale gioca un ruolo cruciale nella prevenzione degli infortuni rafforzando i muscoli stabilizzatori, migliorando la core stability, l'equilibrio e la propriocezione, rendendo il corpo più resistente agli stress e ai movimenti inattesi.
Nella riabilitazione, l'allenamento funzionale aiuta a recuperare la funzionalità persa a seguito di infortuni o interventi chirurgici. Gli esercizi vengono adattati per stimolare i movimenti specifici necessari per le attività quotidiane e sportive, facilitando il recupero e l'adattamento.
I principi chiave includono la personalizzazione del programma in base alle esigenze individuali, la progressione graduale del carico e della complessità degli esercizi, l'attenzione alla corretta esecuzione dei movimenti e l'integrazione di esercizi che migliorano la stabilità, l'equilibrio e la forza specifica.
Questo articolo esplora l'applicazione dell'allenamento funzionale nella prevenzione e nella riabilitazione. Nella prevenzione, rafforza core stability, equilibrio e propriocezione per ridurre il rischio di infortuni. Nella riabilitazione, facilita il recupero e l'adattamento attraverso esercizi personalizzati che mimano le attività quotidiane e sportive.