Come scegliamo cosa mangiare

Di Redazione

Come scegliamo gli alimenti che mangiamo? Perchè questo invece di quello, cosa davvero influisce sulle nostre scelte? Ci sono tanti fattori ma quale è predominante rispetto all'altro? Il gusto? Il prezzo? I pubblicizzati effetti benefici sulla salute?

Come scegliamo gli alimenti che mangiamo? Perchè questo invece di quello, cosa davvero influisce sulle nostre scelte? Ci sono tanti fattori ma quale è predominante rispetto all'altro? Il gusto? Il prezzo? I pubblicizzati effetti benefici sulla salute? Cosa veramente?

Le scelte alimentari dipendono da una gamma di fattori esterni, tra cui il prezzo, la disponibilità e l'informazione adeguata sui prodotti, così come dalle preferenze o dal gusto personale e dai valori culturali. Le attività promozionali dei produttori di alimenti e bevande possono utilizzare tutti questi fattori:

  • i prezzi (ad esempio offerte speciali e sconti)
  • la disponibilità (ad esempio numerosi punti vendita che espongono  vicino alla cassa cibi ad elevata densità energetica e scarso contenuto in nutrienti)
  • l'informazione (solitamente attraverso pubblicità alimentari e, nello specifico, attraverso claim salutistici ed etichettatura nutrizionale)
  • il gusto personale (ad esempio l'uso di coloranti o aromatizzanti negli alimenti) e i valori culturali (ad esempio il ricorso a celebrità e personalità dello sport nella promozione dei prodotti)

L'OMS ha preso in considerazione l'evidenza sulla natura e la forza del legame fra dieta e malattie non trasmissibili, classificando come "probabile" o "convincente" l'effetto negativo del marketing aggressivo per i cibi ad alta densità energetica e dei fast-food. Un recente forum e incontro tecnico dell'OMS ha riesaminato il settore del marketing degli alimenti e delle bevande non alcoliche rivolto ai bambini, concludendo che la promozione commerciale di alimenti e bevande ad alta densità energetica e scarso contenuto in micronutrienti, può influire negativamente sullo stato nutrizionale del bambino. Un marketing intensivo di cibi ad alta densità energetica e scarso contenuto in nutrienti può compromettere le scelte di stili di vita salutari. Le attuali politiche si focalizzano sul marketing dedicato ai bambini, ma non vanno trascurati neanche gli adulti, poiché la loro capacità di adottare scelte sane o di resistere ai richiami di un marketing alimentare non salutare può non proteggerli completamente dai danni alla salute che tali strategie commerciali possono  infliggere.

Numerose indagini hanno osservato che lamaggior parte delle pubblicità alimentari, soprattutto quelle mostrate durante i programmi televisivi destinati ai bambini, incoraggia il consumo di cibi e bevande ad alta densità energetica.

Una rassegna sistematica dell'evidenza scientifica, condotta nel 2003 dalla Food Standards Agency del Regno Unito, ha concluso che vi è una evidenza sufficiente per affermare che la pubblicità aumenta il consumo di certe categorie di alimenti, così come le scelte tra un marchio e l'altro. Una rassegna del 2006 dello United States Institute of Medicine  ha dimostrato una forte evidenza di come la pubblicità abbia effetti a breve termine sulla dieta dei bambini di 2-11 anni e una moderata evidenza di effetti a lungo termine sui bambini di 6-11 anni.

Lo stesso studio ha inoltre osservato una forte associazione statisticamente significativa tra una maggiore esposizione alla pubblicità televisiva e la presenza di obesità tra i bambini di 2-11 anni e gli adolescenti di 12-18 anni.

L'esposizione dei bambini alla pubblicità televisiva di alimenti ad alta densità energetica è associata a una maggiore prevalenza di sovrappeso, mentre l'esposizione alla pubblicità di cibi più salutari è debolmente collegata a una ridotta prevalenza di sovrappeso.

Vengono utilizzate sempre di più nuove forme di pubblicità che sfuggono al controllo dei genitori raggiungendo direttamente i bambini. Queste includono la promozione su internet (usando giochi interattivi, file scaricabili gratuitamente, blog e aree per chattare), l'invio di SMS (servizio messaggi brevi) ai cellulari dei bambini, la pubblicità dei prodotti nelle scuole e negli asili nido, e le pubblicità nei materiali didattici. Nuove forme di pubblicità stanno invadendo le aree pubbliche, ad esempio le inserzioni su video nei trasporti pubblici e i cartelli pubblicitari elettronici interattivi.

Nell'ultimo decennio la commercializzazione di alimenti e bevande è cresciuta rapidamente nella Regione europea orientale a causa degli elevati investimenti stranieri diretti al settore locale degli alimenti e delle bevande, soprattutto per quanto riguarda dolciumi, bevande analcoliche e merendine.

Bibliografia

  • Diet, nutrition and the prevention of chronic diseases. Report of the joint WHO/FAO expert consultation. Geneva, World Health Organization, 2003 (WHO Technical Report Series No. 916) (http://www.who.int/ dietphysicalactivity/publications/trs916/download/en/index.html).
  • Marketing of food and non-alcoholic beverages to children. Report of a WHO Forum and Technical Meeting, Oslo, Norway, 2–5 May 2006. Geneva, World Health Organization, 2006 (http://www.who.int/dietphysicalactivity/ publications/Oslo%20meeting%20layout%2027%20NOVEMBER.pdf).
  • Hastings G et al. Review of research on the effects of food promotion to children. Final report. Glasgow, Centre for Social Marketing, 2003 (http://www.ism.stir.ac.uk/projects_food.htm).
  • McGinnis JM et al. Food marketing to children and youth: threat or opportunity? Washington, DC, National Academies Press, 2006.
  • Lobstein T, Dibb S. Evidence of a possible link between obesogenic food advertising and child overweight. Obesity Reviews, 2005, 6:203–208.
  • La sfida dell'obesità nella regione europea dell'OMS e le strategie di risposta (scarica il PDF)

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