Calcio: allenamento e alimentazione a fine stagione

Di Redazione

Come confermano le parole del Prof. Fiorini e della Dottoressa Bacciottini, quest'ultima parte di stagione, rappresenta un momento molto importante e cruciale, non solo per chi ancora insegue un risultato.

La programmazione, è il requisito fondamentale di ogni ciclo di allenamento funzionale, e gli obiettivi a breve medio e lungo termine rappresentano in ogni momento della stagione, le variabili che influenzano la stesura dei programmi di allenamento, insieme ovviamente alle condizioni individuali degli atleti e ai mezzi disponibili.

Siamo a fine stagione, e questo periodo non fa ovviamente eccezione. Per alcune squadre, le poche partite che rimangono, sono le più importanti e determineranno il raggiungimento o il fallimento dei rispettivi obiettivi. Altre squadre invece, non hanno ormai più niente da chiedere al campionato, e si avviano a concludere la stagione senza lo stress del risultato sportivo. Come noto, il raggiungimento degli obiettivi in ambito sportivo, è influenzato da diversi fattori: allenamento e alimentazione rappresentano certamente 2 tra gli aspetti più importanti. Come può questa differenza di obiettivi influenzare la programmazione degli ultimi allenamenti prima della pausa estiva? E per quanto riguarda l'alimentazione, potrebbe essere utile prestare attenzione ad alcuni aspetti, in base alla situazione specifica?

Ho posto queste domande a due professionisti di alto livello: Il Prof. Stefano Fiorini, direttore del centro di Riabilitazione Istituto Prosperius di Firenze e preparatore atletico di calcio professionista, con alle spalle tanti anni di esperienza a tutti i livelli, e la Dottoressa Lucia Bacciottini, Biologa Nutrizionista, specialista in Scienze dell'Alimentazione e Docente Universitaria di livello internazionale.

Allenamento

Prof. Stefano Fiorini

Per le squadre che si trovano a dover affrontare le partite più importanti della stagione, diventa fondamentale il recupero neuro-psicologico oltrechè fisico! Quindi sedute non troppo lunghe, obiettivi della seduta specifici, esercitazioni con pause ampie a con scarso impegno muscolare, soprattutto eccentrico (va e vieni, arresti, cambi di direzione ecc.) Per le squadre che non hanno ormai più nessun obiettivo per cui lottare, dopo un necessario periodo di rigenerazione di almeno 10 giorni, il modo migliore per ottimizzare l'allenamento è programmare lavori specifici e individuali. Soprattutto per i giovani, questo rappresenta il momento ideale per lavorare su aspetti complementari, con esercitazioni sulle diverse espressioni di forza, nell'ottica di un programma di costruzione lontano dallo stress del periodo competitivo. Escluderei in modo categorico esercitazioni per la resistenza. Un club moderno dovrebbe però prevedere di interrompere l'attività appena finiscono gli impegni agonistici e dopo 30 giorni di vacanza anticipare l'inizio dell'attività per sfruttare l'opportunità di lavorare con i propri atleti senza avere l'impellenza degli impegni agonistici. Purtroppo spesso, soprattutto ad alti livelli, hanno il sopravvento motivazioni di tipo economico (tourneè) che riducono al minimo quei preziosi periodi in cui gli atleti possono concentrarsi esclusivamente sull'allenamento, prima e dopo il periodo competitivo. Spesso l'intensità e il crescente numero di impegni agonistici, ci obbliga a proporre ai nostri giocatori non più programmi di training, ma soltanto programmi di mantenimento.

Alimentazione

Dottoressa Lucia Bacciottini

Per le squadre che sono ancora in forte competizione consiglierei una supplementazione vitaminica, complesso B e C che può essere ottenuta anche con centrifugati di frutta fresca (albicocche kiwi mele carote e fragole) da assumere durante i pasti e porzioni abbondanti di carni rosse magre sopratutto nel pasto dopo l'allenamento/gara. Tralasciarei completamente i formaggi che affaticano la digestione. Privilegiare il riso come carboidrato pregara, una porzione di riso cotto nel latte e dolcificato con marmellata è eccellente anche come prima colazione. Chi invece gioca senza essere più nell'ambito della competizione può abbondare di verdure, carni bianche e cereali integrali per iniziare il periodo detox di fine campionato. Colazione di frutta, yogurt bianco non dolcificato e muslei. Come confermano le parole del Prof. Fiorini e della Dottoressa Bacciottini, quest'ultima parte di stagione, rappresenta un momento molto importante e cruciale, non solo per chi ancora insegue un risultato.  Come spesso ripeto nei miei articoli, non esistono programmi generali che applicati a diverse situazioni garantiscono buoni risultati. Al di la dei consigli, esperienze personali e linee guida, la valutazione individuale e la programmazione specifica rimangono sempre i requisiti fondamentali che ogni professionista deve mettere in campo per adattare le proprie competenze alle situazioni specifiche nelle quali si trova ad operare, all'interno del proprio ambito professionale.

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