Bioenergetica e fisiologia della contrazione muscolare

Di Carlo Marcianò

Bioenergetica e fisiologia della contrazione muscolare applicata alla preparazione atletica degli sport di potenza.

Il meccanismo energetico utilizzato negli sport di potenza, dove cioè prevalgono quei movimenti rapidi, che esprimono massima potenza in tempi limitati, è il meccanismo anaerobico alattacido. Nelle gare di velocità, tuttavia, è limitativo ridurre a questo unico meccanismo bioenergetico tutte le gare. È infatti il meccanismo anaerobico lattacido che assume rilevanza maggiore in specialità come i 200m e soprattutto i 400m (con ostacoli e non). In minima percentuale, è anzi anche presente nella gara dei 100m (vedi figura).

Infine, nell'allenamento generale del velocista, importante è anche la cura del meccanismo aerobico, cioè quello dell'ossidazione dei substrati nutritivi tramite l'utilizzo dell'ossigeno.
Tuttavia è indubbio che, limitatamente alla sola partenza e relativa accelerazione, ossia fino ad un massimo di 40-50m, il solo meccanismo utilizzato è quello anaerobico alattacido.

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Questo meccanismo energetico è quello utilizzato in sforzi massimali, ma che hanno in quanto tali, una durata molto limitata, di circa 7-8 sec massimo. Essenzialmente, avviene per la scissione delle molecole di ATP (adenosintrifosfato), le quali perdendo un radicale fosforico - Pi, liberano energia utilizzata dal muscolo per la contrazione, diventando ADP (adenosindifosfato).

Questa reazione é resa possibile dalle riserve di ATP e CP proprie del muscolo.
Nei primi due secondi del gesto, infatti, il muscolo utilizza le proprie riserve di ATP, che vanno peraltro incontro a rapido esaurimento. È a questo punto che interviene la fosfocreatina (CP), dando luogo ad un processo che scinde le molecole di CP, le quali perdono il loro radicale fosforico-P, che servirà a reintegrare l'ATP trasformatosi in ADP.

Tutto questo processo, come già detto, ha una durata massima di 7-8 secondi per espressioni massimali, ma dipende in larga misura dal soggettivo contenuto di ATP e CP nei muscoli del velocista, il quale solitamente, a seguito dell'allenamento specifico, ne ha un contenuto più alto rispetto ad un soggetto normale.

Bibliografia

  1. Teoria dell'allenamento. Indicazione di una metodica generale di allenamento
    Harre Dietrich
  2. Linee generali della teoria dell'allenamento sportivo
    Armando Fucci
  3. Teoria e metodologia dell'allenamento
    L. Ricciarelli, L. Toccaceli
  4. www.orlandopizzolato.com

Voci glossario

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